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Amore svelato
Il miracolo ha inizio quando ci poniamo in silenzio per amare Dio Padre con la vibrazione del cuore. È attraverso questo atteggiamento che si apre il canale dell’Amore soprannaturale con Dio. La nostra anima, che possiede un linguaggio superiore a quello delle parole, si accende e dialoga direttamente con Dio e il Suo Amore.
Dio ci educa così al vero amore, privo di ipocrisie; ci dona il dono straordinario di comprendere nel profondo del cuore degli altri oltre ciò che è visibile; ci permette di riconoscere la verità negli eventi e nelle dinamiche umane; ci apre a una comprensione autentica del Vangelo e ci rende partecipi nella costruzione del regno dell’amore, sorprendentemente differente da ogni forma convenzionale.
Spiritualità è tutt’altro che governo della mente umana, è governo dello Spirito Santo in noi nella nostra volontà di amare, Spirito di Dio contemplato, Spirito dell’Amore.
A 1996 anni dalla vita pubblica di Gesù, non abbiamo ancora pienamente compreso la centralità della contemplazione di Dio e dell’Amore.
“Non usate molte parole come fanno i pagani”. "Amate Dio con cuore e anima." "Seguite fedelmente il mio Vangelo" alla luce della verità contemplata da Dio, non attraverso le interpretazioni mondane… se desiderate ricevere il Paraclito in voi, lo Spirito che opera miracoli dentro e fuori di voi. L’Amore infuso è lo Spirito d’Amore, che è realmente Dio entrato nell’anima. Un amore spirituale superiore che, diventando legge sussurrata nel cuore, rappresenta l’unico modo per edificare il Regno di Dio, iniziando dalla propria esistenza.
Il silenzio, l’Amore infuso e la relazione con Dio Padre costituiscono la pratica della contemplazione. I profeti delle Sacre Scritture erano anime contemplative, così come i più grandi santi; Gesù ha iniziato la sua missione trascorrendo quaranta giorni nel deserto in solitudine e quotidianamente si ritirava per coltivare la relazione con il Padre. Giovanni Battista era un uomo contemplativo, e i monaci, origine del cristianesimo nel mondo, continuano ancora oggi questa tradizione: Benedettini, Carmelitani. San Francesco da Paola, San Benedetto, Sant’Antonio Abate e di Padova erano contemplativi. San Francesco viveva immerso nel silenzio della natura; Santa Caterina da Siena ha trascorso tre anni in isolamento all'inizio della Sua missione; San Filippo Neri da giovane passava gran parte della giornata in una grotta; praticamente tutti gli altri santi hanno vissuto la vita spirituale dell'anima attraverso la contemplazione. È proprio tramite questa esperienza che avviene l’infusione dell’Amore soprannaturale che guida, ossia di Dio Padre. Lo stesso Gesù afferma: “Non fate come i pagani che pronunciano molte parole”; “Non chiedete incessantemente a Dio perché Egli conosce le vostre necessità”; “Amate Dio Padre”; “Dio Padre è spirito e cerca coloro che lo adorano in spirito”; “Pregate nell’isolamento in segreto non serve mostrarsi devoti”. “Quando chiedete a Dio Padre fatelo nel mio nome” sottintendendo la richiesta come l'attività spirituale non principale che è la «relazione d’amore con Dio Padre», come indicato dal primo comandamento di Gesù. Questo comandamento genera un amore autentico verso il prossimo, non superficiale né inefficace, ma risolutivo; apre alla comprensione della verità e produce i veri miracoli simili a quelli dei Profeti e dei Santi.
Non si tratta di fortuna, ricchezza, conoscenze esclusive, benessere occulto, mondi alieni, mantra, superstizioni, pozioni magiche o di potere, forza e superiorità. Gesù parla unicamente dell’Amore come essenza spirituale fondamentale della razza umana, come l’unico futuro possibile e assolutamente perfetto. Tutti noi possiamo essere la specialità nell’universo sia come singoli che come società se poniamo al centro della nostra esistenza l’Amore e le sue prerogative “misteriose” ancora da esplorare, che costituiscono il fulcro della nostra peculiarità.
Se abbiamo superato l'epoca della barbarie diffusa e iniziato a vivere nell'era della civiltà, possiamo ora accedere all'esperienza dell'Amore superiore capace di compiere miracoli.